I pensieri intrusivi

 

Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata del Podcast di Niente Paura!

Oggi tratteremo di un tema più diffuso di quanto non possa sembrare… Ovvero la paura di poter fare del male alle persone care.

Come è possibile che si abbiano questi pensieri? È la prova di essere “pazzi” o perlomeno “non normali”?

Lo scopriremo in questa puntata!

 

L’argomento del giorno

 

Data l’enorme complessità di questo argomento, dovrò per forza di cose essere riduttivo, altrimenti questa puntata rischierebbe di essere veramente molto ma molto lunga.

Ciò che comunque può essere affermato con certezza è che questi pensieri non sono affatto la prova della pazzia o di una “non normalità”.

Questo perché non sono dei desideri di violenza, ma sono un sottotipo dei pensieri automatici chiamati “pensieri intrusivi”.

Anche se sono spaventosi, i pensieri intrusivi capitano a tutti e vanno solo lasciati andare perché non diventeranno mai delle azioni reali.

Chi desidera far del male ai propri cari infatti non combatte una lotta interiore tra il pensiero ed il suo annullamento, né sperimenta l’ansia e tantomeno dubita di sé stesso come invece fa una persona spaventata dai propri pensieri intrusivi.

I pensieri intrusivi quindi non sono il sintomo di una malattia mentale o la prova di avere una indole cattiva, ma sono una condizione mentale che accomuna ogni persona che stia vivendo dei forti stress.

Bisogna sempre tenere a mente che sono solo pensieri; non avete fatto del male a nessuno, ma avete solo immaginato di farlo. Questo non vi rende cattive persone, né malati. I pensieri non definiscono l’identità di una persona, le azioni sì.

 

 

Perché è importante

 

Sapere dell’esistenza dei pensieri intrusivi è importantissimo perché a volte in alcuni momenti particolarmente stressanti della nostra vita, questi pensieri possono manifestarsi, per cui saperli riconoscere aiuta nel non spaventarsi e nel lasciarli andare, senza avere dei sensi di colpa per aver avuto questi pensieri.

I pensieri intrusivi possono essere di sette tipi: violenti, sessuali, legati alla propria identità di genere e orientamento, religiosi, relazionali, di ricordi traumatici, e infine preoccupazioni.

Ad esempio il timore di aggredire o avvelenare una persona familiare, la paura di essere un pedofilo o di diventarlo (senza mai provare attrazione per i bambini oltretutto), la paura di essere o diventare omosessuale, paura di perdere la propria fede, pensare che i propri peccati non saranno mai perdonati, accoltellare degli ospiti, spingere uno sconosciuto sotto le rotaie di un treno, che il vostro cibo sia avvelenato, eccetera.

 

Conoscere e normalizzare i pensieri intrusivi è importante anche per evitare il rimuginio continuo di ricordi dolorosi, una pratica mentale in cui è possibile cadere e che risucchia il tempo e le energie delle persone che subiscono questo circolo vizioso, come se fossero delle sabbie mobili emotive.

Ciò che molte persone fanno invece è il provare a liberarsi dai propri pensieri intrusivi imponendosi di non pensare a ciò che le spaventa, ma l’unico risultato che si ottiene facendo così è quello di rafforzare il pensiero intrusivo e riviverlo ancora e ancora.

Il motivo è che il cervello umano non è in grado di pensare per negazioni.

 

 

 

I consigli dello psicologo

 

Il mio primo consiglio è quello di prendere appuntamento con uno psicologo psicoterapeuta per comprendere meglio il motivo per cui sono scaturiti questi pensieri intrusivi.

Molto spesso infatti i pensieri intrusivi sono il sintomo di una preoccupazione, una rigidità, una paura o una ossessione che sarebbe meglio affrontare.

Il secondo consiglio è quello di capire meglio il funzionamento della nostra mente, in particolare il fatto che il cervello umano non è in grado di pensare per negazioni.

Per spiegare meglio questo concetto facciamo un gioco: Per i prossimi secondi pensate a tutto ciò che volete ma ASSOLUTAMENTE, qualunque cosa succeda NON PENSATE AD UN ORSO BIANCO.

Pronti? … VIA!

Non pensate all’orso bianco (5)

Non pensate al suo pelo lucente (5)

Non pensate al suo lungo muso (5)

Ci siete riusciti?

Molto probabilmente no.

Questo piccolo gioco fu ideato negli anni ’80 dallo psicologo Daniel Wegner il quale si era basato su un famoso aneddoto riguardante Lev Tolstoj.

Al famoso scrittore in giovane età venne imposto di sedersi in un angolo e di non muoversi finché non avesse smesso di pensare a un orso polare.

Nonostante le ore passate nel suo angolo, più il ragazzo cercava di rimuovere il pensiero e più velocemente questi riappariva.

Il futuro scrittore quindi imparò che cercare di reprimere un pensiero non fa altro che rafforzarlo.

 

Questa particolarità della mente umana però può anche essere sfruttata per combattere i pensieri intrusivi.

Il mio terzo consiglio infatti è quello di scegliere dei pensieri o dei ricordi felici e di adattare ad essi la stessa strategia del “NON PENSARE” tipica dell’orso bianco.

Ad esempio, NON PENSARE alla vacanza più bella che si è vissuti, NON PENSARE alla persona amata o ai propri bambini, NON PENSARE ad un traguardo raggiunto o a una ambizione soddisfatta, e così via.

 

 

Saluti e anticipazioni

 

Eccoci arrivati alla fine di questa puntata.

Cosa ne pensate di questo episodio? Avete avuto dei pensieri intrusivi che vi hanno disturbato? Avete mai conosciuto una persona spaventata dai propri pensieri intrusivi?

Per farmi sapere vi invito ad iscrivervi al gruppo Telegram di “Niente Paura”, dove potrete far sentire la vostra preziosa opinione, grazie alla quale questo podcast migliorerà sempre di più.

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Il prossimo episodio di “Niente-Paura” uscirà tra una settimana esatta, ma ora vorrei chiedervi una cosa… come si può aumentare la possibilità che i propri desideri o le proprie paure si realizzino?

Lo scopriremo nella prossima puntata, A PRESTO!

 

 

 

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Disegni by: Giulia Gennaretti

 

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