Come fare una critica

 

Buongiorno a tutti e benvenuti ad una nuova puntata del Podcast di Niente Paura!

La puntata di oggi è incentrata su un argomento che sta a cuore a molte persone, ovvero su come fare una critica.

Apparentemente tutti sanno criticare, in modo più o meno aspro ma comunque tutti sono in grado di farlo.

Quello su cui vorrei concentrarmi in questa puntata è su come fare una critica che possa essere accolta e che non generi automaticamente ostilità o un senso di inadeguatezza, e questo certo non sanno farlo tutti.

Come si fa allora?

Scopriamolo insieme!

 

L’argomento del giorno

 

 

Per esporre questo tema vi racconterò una storia che sentì qualche anno fa durante un viaggio.

 

Un vecchio samurai che viaggiava con il suo discepolo arrivò in una cittadina e si fermò in una locanda per ristorarsi.

Davanti a questa locanda un giovane samurai si stava esercitando con la katana.

Il discepolo del vecchio samurai si rese conto che l’esercizio che lo spadaccino stava effettuando era sbagliato e chiese al suo maestro: “Maestro, di sicuro hai notato gli errori di quel samurai. Come mai non lo correggi?”

Ed il maestro rispose “Non lo correggo perché non mi ha chiesto di essere corretto. Una correzione per poter essere recepita positivamente richiede che la persona sia disposta ad ascoltare e a far tesoro del consiglio, altrimenti una correzione non richiesta ottiene solo l’effetto di metterlo in imbarazzo o di farlo intestardire nella sua convinzione per orgoglio. Ricordati: prima di parlare assicurati che il tuo interlocutore voglia ascoltare”.

 

La maggior parte delle persone non aspetta che il proprio interlocutore sia disposto ad ascoltare e sono colti dall’urgenza di esporre la loro critica, spesso unita ad un rimprovero o a una ramanzina.

A chi fa piacere essere messo in imbarazzo o subire una paternale soprattutto da una persona che a sua volta commette errori e in molti casi non li ammette o li sottostima mentre esaspera gli errori altrui?

Questo comportamento genera solo insicurezza e oppositività nell’ascoltatore e genera in chi muove la critica una convinzione che la persona non lo ascolti per cocciutaggine.

I toni diventano quindi ancor più esasperati generando un circolo vizioso di ulteriore rimprovero ed ulteriore oppositività.

 

Prima di esprimere una critica si deve essere certi che la persona sia disposta ad accettarla, e in genere è buona norma essersi comportati in modo da ottenere la sua completa fiducia, così che presti fede alle nostre parole, senza dimenticare il giusto tatto.

 

Il tatto è importantissimo, infatti bisogna scegliere il momento opportuno di formulare la critica e fare esempi (anche su sé stessi) per portare la persona a capire il nostro messaggio senza generare il bisogno di difendersi.

 

 

Perché è importante?

 

Imparare a saper fare delle critiche è una competenza che tutti dovrebbero saper padroneggiare, in primo luogo per ridurre i conflitti tra le persone che invece spesso si alimentano nel momento in cui si viene criticati; in secondo luogo per riuscire a correggere efficacemente la persona che è stata criticata evitando in questo modo che il risentimento impedisca al criticato di vedere la necessità di correggersi.

 

 

 

I consigli dello psicologo

 

Veniamo adesso ai consigli pratici:

Il mio primo consiglio è quello di essere coerenti. Troppo spesso le critiche non vengono accolte perché chi critica agisce in prima persona i comportamenti che poi rimprovera. Investire sulla propria coerenza è importantissimo per molti aspetti, ma soprattutto fornirà un patrimonio di credibilità indispensabile nel momento in cui si dovrà muovere una critica a qualcuno.

 

Il secondo consiglio è quello di essere specifico. Banalmente, l’errore di molte persone è quello di dire “Sei questo” invece di dire “hai fatto questo”, “Sei sbagliato” invece di dire “Hai fatto un errore” o “Sei stupido” invece di dire “Hai fatto una stupidaggine”. Capisco che nel momento di rabbia sia una bella tentazione generalizzare in questo modo, tuttavia è molto controproducente, perché crea opposizione o senso di inadeguatezza.

 

Il terzo consiglio è quello di non fare mai una critica quando si è arrabbiati, altrimenti la forza di questo stato d’animo dirompente rischia di farvi commettere l’errore di cui ho trattato nel mio secondo consiglio.

 

Il mio quarto consiglio è quello di fare attenzione alle parole controproducenti, quindi abolire completamente delle parole come: sempre e mai. “Sbagli sempre” oppure “Non ne fai mai una giusta” non possono essere frasi recepibili perché la persona non sbaglia per 24 ore su 24, per cui creano una opposizione naturale. Ogni volta che si usa una di queste parole quindi l’opposizione è assicurata. Inoltre consiglio di personalizzare la critica, ad esempio dire che una determinata cosa ci ha fatto sentire male è molto meglio di dire che l’altra persona ci ha fatto sentire male.

 

Il mio quinto consiglio è quello di suggerire una soluzione senza giudizio affiancandola alla tecnica del panino e alla personalizzazione della critica.

Con la tecnica del panino intendo un modo di porsi che simula la creazione di un panino, dove la prima fetta di pane è un complimento o una disposizione d’animo positiva, il companatico è la critica che si vuole rivolgere, condita dall’uso di “e…” al posto di ma e condita dal suggerimento di una soluzione, il tutto poi racchiuso con un’altra fetta di pane come la precedente, ovvero il complimento o la disposizione positiva.

Facciamo un esempio ipotizzando che una moglie voglia usare il panino su un marito che non smista l’immondizia correttamente nella raccolta differenziata.

“Ho apprezzato che adesso fai più attenzione di prima nello smistamento dell’immondizia (prima fetta di pane) e vorrei che facessi ancor più attenzione per evitare che mi senta disgustata nel separare la plastica dall’umido perché mi disgusta (condimento dell’“è”, soluzione suggerita e personalizzazione della critica) comunque ti ringrazio perché ho visto che ora sbagli molto di meno grazie al tuo impegno per cui sono certa che presto sarai anche più bravo di me”.

Suona molto meglio in questo modo vero? Soprattutto l’uso di “e” è molto importante, proviamo a fare lo stesso esempio con “ma”.

“Ho apprezzato che adesso fai più attenzione di prima nello smistamento dell’immondizia (prima fetta di pane) ma vorrei che facessi ancor più attenzione… ecc ecc”

Non fa forse un altro effetto? Il panino non è forse un modo migliore di dire le cose?

Proviamo a porre la stessa richiesta, ovvero di differenziare correttamente l’immondizia, ma come la pongono molte persone: “Brutto cretino, hai ancora messo la plastica nell’umido, ma sei deficiente? Che ti salta in mente? Come te lo devo dire che vanno divise, in cinese???”

Se doveste differenziare l’immondizia, da cosa sareste motivati di più? Dal panino o dall’attacco?

 

 

 

Saluti e anticipazioni

 

Eccoci arrivati alla fine di questa puntata.

Cosa ne pensate di questo episodio? Vi sono venuti in mente dei momenti in cui vi hanno rivolto una critica in malo modo? Vi sono venuti in mente dei momenti in cui voi avete criticato qualcuno in modo sbagliato?

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Il prossimo episodio di “Niente-Paura” uscirà tra una settimana esatta, ma ora vorrei chiedervi una cosa… se è vero che alcune persone criticano in malo modo per rabbia è vero pure che altre persone usano la critica per ferire più che per correggere, e che alcune di queste persone sono negative o addirittura tossiche… ma come si riconoscono?

Lo scopriremo nella prossima puntata, A PRESTO!

 

 

 

 

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Disegni by: Giulia Gennaretti

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