Episodio 1 – La Rana Bollita

 

Benvenuti e benvenute alla prima puntata di questo nuovo podcast.

Nel corso delle puntate tratteremo di molti aspetti della psicologia applicati alla vita quotidiana, pertanto spero che l’ascolto di questa trasmissione diventi per voi una piccola buona abitudine che vi possa aiutare a scoprire nuovi aspetti su voi stessi e, inoltre, vi possa aiutare nella vostra crescita personale.

 

Rimanendo in tema con l’obiettivo di questo podcast, ovvero creare in voi una piccola NUOVA abitudine positiva, vorrei chiedervi: “Secondo voi quanto potere hanno le abitudini?” Scopriamolo Insieme!

 

L’ARGOMENTO DEL GIORNO

 

Immaginate una torrida giornata estiva, una di quelle giornate in cui il calore è così intenso che sembra poter sciogliere perfino l’asfalto.

Ora immaginate una rana, la quale, per sfuggire alla calura estiva, trova riparo in una casa, in particolare in una cucina dove era stata appena messa suoi fornelli una pentola d’acqua.

La rana, vedendo nell’acqua la possibilità di ristorarsi, come prima cosa si tuffa nella pentola ed inizia a sguazzare, trovando sollievo dal caldo torrido.

Quello che la rana non sa, è che malgrado ora la temperatura dell’acqua sia piacevolmente fresca, presto diventerà tiepida, poi sempre più calda, fino all’ebollizione.

Non rendendosi conto che l’ebollizione dell’acqua sarà inevitabile, la rana nota il progressivo riscaldamento dell’acqua, ma decide di non farvi troppo caso, infatti per quanto la temperatura dell’acqua sia sempre meno gradevole, comunque, secondo la logica della rana, è da preferire rispetto alla calura estiva.

Quando la pentola giunge all’ebollizione, la rana si rende conto che è necessario fuggire, ma ormai è troppo tardi. L’intenso calore a cui si era abituata ha indebolito i suoi muscoli e le zampe non hanno più la forza di saltare via come vorrebbe.

La rana quindi ha perso la possibilità di uscirne e piano piano viene bollita viva.

 

 

PERCHÉ È IMPORTANTE?

 

Questa storia è l’analogia di come ci intrappoliamo da soli in situazioni che ci feriscono a causa dell’enorme potere che hanno le abitudini.

Prendiamo come esempio la violenza domestica.

Una donna subisce violenza domestica dal compagno, ma invece di denunciarlo continua a convivere con lui per anni.

La donna in questione è come la rana del nostro esempio. All’inizio avrà deciso di intraprendere questa relazione disfunzionale perché riceveva dei forti benefici e non percepiva alcun pericolo (come la rana che si immerge nella pentola d’acqua fresca per trarre sollievo dalla calura estiva), ma pian piano la relazione è andata sempre più deteriorandosi.

All’esterno è facile emettere giudizi e chiedersi perché queste donne non si ribellano, ma come per la rana del nostro esempio, si perde man mano la capacità di liberarsi dalla relazione disfunzionale.

Ciò succede perché se un cambiamento avviene in modo graduale tendiamo ad abituarci ad esso, ma a lungo andare diventerà sempre più nocivo e non avremo più la capacità di reagire.

Se la rana del nostro esempio fosse entrata in una pentola piena d’acqua bollente, ne sarebbe uscita subito fuori, così come se una donna fosse abusata durante i primi giorni della nuova relazione, non avrebbe avuto alcuna remora ad interrompere il rapporto.

Ciò che quindi crea e mantiene il problema è il cambiamento graduale. È per questo motivo che il saggio del giornalista Charles Duhigg (un po’ tecnico ma comunque molto interessante) viene tradotto in italiano sia come “Il potere delle abitudini” sia come “La TIRANNIA delle abitudini”, proprio a causa del loro enorme potere sull’essere umano.

Le abitudini infatti ci influenzano a livello comportamentale, ci identifichiamo in esse e modellano la nostra vita non solo mentalmente, ma anche fisicamente. Basti pensare a come cambierà il corpo di una persona se prende l’abitudine di mangiare ogni giorno in un fast food e smetterà di fare sport…

Le abitudini sono come nicchie confortanti che ci fanno sentire sicuri: è più facile indugiare in un’abitudine comoda che pensiamo di saper gestire, FINCHÉ NON È L’ABITUDINE A GESTIRE NOI.

Il rischio è di rimanere incagliati in routine che, potenzialmente, può auto distruggerci.

 

Del resto, come disse Grace Hopper, la frase più pericolosa in assoluto è: “abbiamo sempre fatto così”.

 

 

I CONSIGLI DELLO PSICOLOGO

 

Liberarsi dal giogo delle abitudini non è affatto semplice, ma non per questo è impossibile.

Si potrebbe parlare per ore delle abitudini e di come possono essere gestite, ma il rischio concreto sarebbe quello di creare un episodio lunghissimo e non so quanti di voi vorrebbero ascoltare episodi della durata di un’ora o più… magari potete farmi sapere attraverso il gruppo Telegram di Niente Paura (di cui trovate il link in descrizione) e nel caso voleste questi maxi episodi li realizzerò con la dicitura “SPECIALE”… ad esempio in questo caso sarebbe… “SPECIALE ABITUDINI”.

 

Ad ogni modo, oggi vi lascerò 3 consigli pratici ed immediatamente attuabili che vi possano aiutare a gestire le vostre abitudini nocive.

 

Consiglio numero 1

-] Quanto siamo gestiti dall’abitudine?

Io adoro il caffè, lo adoro tantissimo, ma come tutte le cose che ci danno piacere, crea dipendenza. Quando ho l’impressione che il caffè non sia solo un piacere ma inizia ad essere una necessità (perché ne desidero più delle due tazzine giornaliere o perché ho l’impressione che non posso svegliarmi veramente senza prima averlo bevuto), mi impongo uno o due giorni di astinenza da questa sostanza.

Senza dubbio in un primo momento questa astinenza è spiacevole, ma scegliere deliberatamente di non assecondare la mia abitudine mi permette di sentirmi una persona che ha un piacere e non una dipendenza da una sostanza.

Quello che vi invito a fare quindi è provare a fare a meno per uno o due giorni di qualcosa che sia una vostra abitudine, ad esempio le sigarette, il bisogno di chiedere sempre rassicurazioni ad un’altra persona, lo shopping compulsivo o qualsiasi altra abitudine voi abbiate.

In questo modo scoprirete quali cose fate per piacere e di quali cose non potete assolutamente fare a meno (e su cui quindi vi invito a lavorare prima che l’acqua raggiunge l’ebollizione).

 

Consiglio numero 2

-] Identificare il vantaggio secondario

Partite da un presupposto: nessun essere umano ripete una determinata azione se non trova (almeno inconsciamente) un vantaggio nel farlo.

Anche comportamenti spiacevoli nascondo questo vantaggio secondario, come ad esempio l’autolesionismo, l’auto sabotarsi, il rimanere all’interno di una relazione disfunzionale e così via.

Se state vivendo una abitudine distruttiva e non riuscite a liberarvene, cercate quale sia il vostro vantaggio secondario, perché una volta individuato potreste trovare lo stesso vantaggio in una abitudine diversa e notevolmente migliore…

 

Consiglio numero 3

-] Trovate un modello a cui ispirarvi

Non è facile modificare le abitudini negative, ma diventa senza dubbio meno gravoso se si cerca un modello a cui ispirarsi. Questo modello può essere una persona reale o un personaggio inventato, ma chiedersi come avrebbe reagito quella determinata persona in quella determinata situazione può fornirvi la giusta spinta per trovare la forza per migliorare la vostra vita.

Io personalmente ho molti modelli di uomini e donne realmente vissuti che hanno affrontato difficoltà apparentemente insormontabili e ne sono usciti vittoriosi.

Se queste persone ci sono riuscite senza essere supereroi e senza avere dei poteri magici… non vedo perché anche noi non dovremmo riuscirci… diventa solo una questione di quanto vantaggio possiamo trovare nel cambiamento e a quale ipotetico vantaggio secondario dobbiamo rinunciare…

Questi sono i tre consigli che mi sento di darvi per questa puntata, ma non temete, torneremo su questo argomento in altri episodi di questo podcast!

 

SALUTI E ANTICIPAZIONI

 

Eccoci arrivati alla fine di questa puntata.

Cosa ne pensate di questo episodio? Vi sono venute in mente alcune persone schiave delle loro abitudini?

Per farmi sapere vi invito ad iscrivervi al gruppo Telegram di “Niente Paura”, dove potrete far sentire la vostra preziosa opinione, grazie alla quale questo podcast migliorerà sempre di più.

Vi invito anche a condividere questa puntata con le persone che conoscete e che sono interessate alla psicologia, alla crescita personale e che hanno bisogno di cambiare la loro vita.

Se vi piace l’uso delle e-mail vi invito anche ad iscrivervi alla newsletter di “Niente Paura”, in modo da non perdervi nessuna nuova uscita e poter riscattare il vostro regalo gratuito “Il rilassamento di Jacobson”, un audio guidato per il rilassamento rapido della durata di 15 minuti, utile per affrontare l’ansia, i pensieri negativi e lo stress.

Infine, se vi piacere, sarei felicissimo se voleste lasciarmi una recensione su I-Tunes, Spotify, Amazon Music, Google Podcast o da qualunque altra piattaforma mi stiate ascoltando, per aiutarmi a crescere e a migliorare sempre di più.

Se invece avete visto questo Podcast in formato video tramite Youtube, Facebook o altro vi chiedo comunque la cortesia, se potete, di lasciarmi una recensione su I – Tunes o su una qualunque delle piattaforme che vi ho appena elencato.

Lasciarmi una recensione è facile, ma se non sapete come fare trovate un link in descrizione che vi spiega passo passo come fare, in modo semplice e veloce.

Prima di salutarci vi invito ad andare sul sito ufficiale “niente-paura.it” dove potrete approfondire la vostra esperienza, scoprire di più su di me, sugli studi dove lavoro, sulle sedute tramite video consulenza per tutta Italia e per gli Italiani all’estero, oltre ad altro ancora.

Il prossimo episodio di “Niente-Paura” uscirà tra una settimana esatta, ma ora vorrei chiedervi una cosa… secondo voi è possibile morire o impazzire a causa degli attacchi di panico?

Lo scopriremo nella prossima puntata, A PRESTO!

 

Disegni by Giulia Gennaretti

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