La crisi del settimo anno.
Sentendone parlare così spesso, viene spontaneo temere questo momento prestabilito: sette anni, quasi come la data di scadenza di uno yogurt. Un momento predeterminato nel quale la coppia dovrebbe inevitabilmente entrare in crisi.
Chiunque, ascoltando una profezia così infausta, potrebbe allarmarsi e sentirsi in pericolo, soprattutto se sta attraversando una fase nella quale prova ancora una forte vicinanza e un grande amore nei confronti del partner.
Ma che cosa c’è di vero e che cosa c’è di falso nella crisi del settimo anno? È davvero così terribile come viene descritta oppure nasconde semplicemente un cambiamento?
Ne parliamo insieme dopo la sigla.
L’argomento del giorno
La crisi del settimo anno è, più che altro, una credenza popolare. Dietro questa espressione, però, si nasconde un dato oggettivo: le relazioni si trasformano nel tempo.
All’inizio possiamo pensare che stare in coppia sia la cosa più bella in assoluto e che l’amore che stiamo vivendo possa rimanere immutato per sempre.
Esistono, però, dei momenti nei quali l’amore si trasforma. Perché accade? Perché fa parte della nostra natura.
Trasformarsi non equivale a distruggersi. Significa vivere l’amore in una maniera leggermente diversa, probabilmente con una passione meno intensa rispetto a quella iniziale, ma in una forma che può diventare più stabile e duratura proprio perché è differente.
Questo passaggio può verificarsi durante il primo decennio della relazione. Il cosiddetto settimo anno, quindi, non deve essere necessariamente il settimo: potrebbe essere il quarto, il quinto, l’ottavo oppure il nono.
Non si tratta di qualcosa di così rigidamente predeterminato. Inoltre, questo momento può assumere caratteristiche differenti a seconda della coppia.
Quanto avete realmente in comune con il vostro partner? Quanto tempo trascorrete insieme? Quanto tempo passate a ridere e scherzare e quanto, invece, vi annoiate?
Quanto siete in sintonia dal punto di vista sessuale? Quanto condividete altri aspetti della vita, come le vostre ambizioni? Quanto siete in sintonia, oppure in disaccordo, rispetto ai vostri obiettivi personali?
Sono tutti elementi che emergono quando si supera la fase iniziale dell’innamoramento, comunemente chiamata “luna di miele”, e la successiva fase di assestamento.
A quel punto, alcune coppie devono confrontarsi con ciò che sono realmente e non più con la visione idealizzata della relazione che hanno avuto fino a quel momento.
Perché è importante?
È importante parlare del fatto che l’amore si trasformi e non rimanga sempre fermo nell’estasi e nella gioia infinita sperimentate all’inizio.
Può essere normale provare meno passione e meno entusiasmo nello stare insieme, sviluppando però un maggior numero di obiettivi a lungo termine condivisi. Comprenderlo può aiutare la coppia a resistere nel tempo.
In una relazione può diminuire l’intesa sessuale oppure ridursi la libertà personale, magari perché si è troppo impegnati con il lavoro o con i figli. Può diminuire anche il dialogo.
Questi cambiamenti possono certamente risultare sgradevoli e farci percepire una riduzione delle attenzioni ricevute.
È necessario affrontarli, ma anche riconoscerli come fenomeni che possono presentarsi normalmente nella vita di coppia. Non sono necessariamente così drammatici come potrebbero sembrare.
Normalizzarli può aiutare a mantenere unita la coppia, soprattutto durante i momenti di dubbio.
Molte coppie potrebbero decidere di lasciarsi e concludere la propria relazione nel momento in cui i partner non si sentono più vicini, non si sentono più cercati sessualmente oppure percepiscono una notevole diminuzione delle attenzioni.
Il fatto che si possano vivere stati d’animo differenti, però, non significa necessariamente che l’amore sia finito.
Potrebbe semplicemente essersi trasformato in un legame persino più duraturo, se gli si permette di trovare un nuovo equilibrio.
È quindi importante parlare e normalizzare questo passaggio, proteggendo soprattutto il dialogo all’interno della coppia. In questo modo possiamo evitare di credere che la relazione sia finita quando, in realtà, potrebbe non essere così.
In parole povere, dobbiamo comprendere che, anche se viene chiamata “crisi”, questa fase non rappresenta necessariamente un pericolo.
Può essere una trasformazione normale che interessa tutte le coppie e che conduce a un cambiamento delle dinamiche all’interno della relazione o della famiglia.
La prossima volta che proverete disagio rispetto alla vostra coppia oppure penserete che la relazione non abbia più un futuro, provate a domandarvi se state attraversando soltanto una particolare fase del vostro rapporto oppure se esiste realmente un problema.
I consigli dello psicologo
Il consiglio principale è quello di alimentare il dialogo.
Dare per scontato che la coppia sia entrata in crisi e, di conseguenza, chiudersi a riccio e mettersi sulla difensiva, senza concedersi la possibilità di trovare un nuovo equilibrio, rappresenta la strada maestra per lasciarsi ed essere infelici.
Parlare, confrontarsi, comprendere chi state diventando e individuare insieme i nuovi equilibri necessari rappresenta invece il modo migliore per affrontare questa fase.
Se riuscite a farlo autonomamente, sarebbe perfetto. In caso contrario, questo è un problema che può essere affrontato in psicoterapia.
Lo psicoterapeuta, in questa situazione, non è una persona che deve schierarsi dalla parte dell’uno o dell’altro partner. È una figura esterna, non legata personalmente a nessuno dei due, che ha il compito di aiutarli a individuare i rispettivi punti di forza e di debolezza e a trovare il migliore compromesso possibile.
In psicoterapia, quindi, non vanno soltanto i “pazzi”, anche perché questo termine è completamente lontano dalla realtà.
La psicoterapia non si occupa esclusivamente delle psicopatologie. Lavora anche, e soprattutto, con persone che stanno vivendo una difficoltà momentanea e hanno bisogno di un punto di vista esterno per riuscire a trovare un nuovo equilibrio.
Saluti e anticipazioni
Eccoci arrivati alla fine di questa puntata.
Se l’episodio che avete ascoltato vi ha fatto riflettere, anche soltanto per un momento, fermatevi un secondo e portatelo con voi durante la vostra giornata.
A volte basta una piccola consapevolezza per iniziare un grande cambiamento.
Se sentite che questa puntata potrebbe aiutare o incuriosire qualcuno che conoscete, condividetela. È uno dei modi più belli che abbiamo per prenderci cura gli uni degli altri.
Io sono Argo Penovi, psicologo e psicoterapeuta, e vi ricordo che, se avete paura, se dubitate o se qualche volta vi sentite bloccati, non siete strani: siete umani.
Ogni passo verso la consapevolezza è già un atto di coraggio che vi permette di raggiungere una vita migliore.
Per cui, niente paura.
Il prossimo episodio uscirà tra una settimana esatta.
Io vi aspetto. A presto!